Joe Colombo

Joe Colombo (nome di battesimo Cesare), nasce nel 1930 a Milano. Frequenta l’Accademia di Brera e per alcuni anni la facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, qualche anno prima era entrato nel gruppo di pittura nucleare di Enrico Baj, trasferendo poi la sua vena radicale e la creatività nel lavoro di designer.Nonostante sia scomparso prematuramente nel 1971 a 41 anni, ha lasciato un profondo segno nel settore del design, dove riuscì a imporre la sua utopia tecnologica, raccogliendo le speranze di un’Italia in pieno boom economico e a farsi conoscere in tutto il mondo.Nel 1964, poco tempo dopo l’apertura del suo primo studio, vinse tre medaglie alla XIII Triennale di Milano, tre anni dopo fu la volta del Compasso d’Oro, assegnatogli per la lampada Spider, seguito dal prestigioso Design International Award di Chicago. Il suo progetto di Unità arredativa globale fu esposto alla mostra “Italy: The New Domestic Landscape” che si tenne al MOMA di New York.Tra gli oggetti disegnati da Colombo, citiamo la sedia “Universale” (1965), il bicchiere per fumatori “Smoke” (1964), il servizio di piatti per Alitalia "Linea 72" (1970), la famosa lampada "Acrilica", disegnata da Colombo nel 1962, medaglia d`oro alla XIII Triennale nel 1964, la poltrona “4801”, uno dei simboli del design degli anni ‘60, oggi ricercatissima alle aste di modernariato, il carrello contenitore “Boby” (1970), premiato allo SMAU.La ditta Oluce ha in catalogo numerosi oggetti disegnati da Colombo, tra questi la lampada "Colombo 281" in materiale metacrilato (PMMA), molto difficile da lavorare e quindi prodotta in pochi esemplari, che fanno parte della storia del design.Joe Colombo credeva fortemente nel futuro e lo rappresentò in un modo unico e particolare, sviluppando idee e concetti validi ancora oggi. Creò le fondamenta di veri e propri progetti abitativi, con mobili sospesi in alto, luci incassate nel pavimento e oggetti utili, in grado di caratterizzare e servire le singole zone della casa. La sua visione, per alcuni aspetti, era in linea con il design utopico e futuristico ripreso anche da quel movimento conosciuto come “Space Age”.

Share:   Email / Facebook / Twitter