Space Age - Design anni ‘70

Negli anni ’70 il design giapponese s’indirizzò verso le esigenze degli utenti, studiandone i comportamenti sociali e cercando di incidere sul loro modo di vivere. Fu grazie a quest’attenzione che nel 1979 Sony produsse il Walkman, che ben rappresenta il modo di vivere sempre in movimento dell’era moderna, oltre a innescare la spirale di miniaturizzazione che influenzerà i decenni successivi. Negli anni ’70 si stava compiendo un processo di omologazione estetica degli apparecchi elettronici, con eccezioni che anticiparono anche il design basato sul contrasto tra alluminio e plastica nera, ora tanto di moda nei notebook di importanti marchi. Nacquero anche nuovi filoni stilistici, immaginati come anteprima del futuro, per esempio le radiosveglie a cartellini, mostrate recentemente anche in uno spot televisivo di una nota banca italiana, rappresenta quel filone del design anni ’70 denominato “Space Age”.
Questo stile, tra gusto pop e desiderio di avanguardia, prende piede tra gli anni sessanta e l’inizio dei settanta, sulla scia delle imprese spaziali che, nell’immaginario collettivo, dovevano rappresentare l’inizio di una modernità creativa e progressista. Esempi di quel modo di intendere il design (oggetti e abiti futuribili) li ritroviamo nel cinema e nella TV di allora, basti pensare a “2001 Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick e alla serie “UFO S.H.A.D.O.”. In quel periodo furono realizzate lampade che sembrano missili, televisori simili al casco degli astronauti, poltrone a forma di guscio, compatti Hi-Fi (Phonosphere), come se fossero progettati per l'interno di una navicella spaziale. In un certo senso si può affermare che la corrente di gusto denominata “Space Age” trasformava il salotto di casa in un’astronave. Osservando i manufatti elettronici dell’epoca ci si accorge come le forme tonde e morbide prendano il sopravvento, rispetto a quelle squadrate del decennio procedente, con un massiccio utilizzo della plastica, materiale ideale per generare superfici prive di asperità e lisce. I designer di riferimento di quell’epoca sono il milanese Joe Colombo, il danese Verner Panton e il finlandese Eero Aarnio (creatore della famosa sedia Palla o Globo per Asko, vista anche nella serie TV cult “Il prigioniero”).
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