Mariano Fortuny

L’arte di illuminare – Il design e l’innovazione di Mariano Fortuny Mariano Fortuny y Madrazo (1871-1949) è stato un pittore, stilista, scenografo, fotografo e designer spagnolo naturalizzato italiano. Nei primi del ‘900, l'innovazione di Mariano Fortuny fu di creare opere d’arte da indossare, diffondendo la rivoluzionaria idea che l’abito fosse vera espressione artistica. Dopo essere vissuto a Parigi si trasferì a Venezia nel palazzo Pesaro Orfei a San Marco, ora sede del museo che porta il suo nome.

Nel 1901 Fortuny brevettò un sistema d’illuminazione teatrale basato sulle proprietà della luce indiretta, diffusa e regolabile, progettando una sezione di sfera, detta “Cupola Fortuny”, da installare sul fondo del palcoscenico allo scopo di ottenere una diffusione completa della luce sulla scena. L'introduzione in teatro della luce riflessa fu la soluzione ideale per controllare le ombre e ottenere immagini più morbide. Da quel momento si iniziò a ragionare in termini di luce atmosferica, di sfondamento spaziale e di "infinito". Il nuovo sistema fu inaugurato nel 1906 nel teatro della contessa di Béarn a Parigi e in seguito anche alla Scala di Milano.

Nel 1919 Fortuny fondò a Venezia, alla Giudecca, la fabbrica per la produzione industriale delle sue stoffe in cotone e aprì boutique nelle maggiori capitali europee. Nel frattempo decorò e illuminò palazzi e musei in tutta Europa, ricevendo onori e riconoscimenti.
Negli anni ’30, altre sue invenzioni furono la carta da stampa fotografica ai colori a “Tempera Fortuny” e gli interventi illuminotecnici sui grandi cicli pittorici veneziani di Tintoretto a San Rocco e di Carpaccio a San Giorgio.

Lighting designer:

Mariano Fortuny è stato designer e artista eclettico, innovativo e per alcuni versi visionario, teorico del principio secondo cui è la qualità della luce che rende le cose visibili e consente alla pupilla di dilatarsi o restringersi correttamente. I suoi studi e le sue scoperte hanno consentito di ottenere infiniti gradi di penombra e luminosità, nonché una vasta gamma di colori che possono cambiare da uno all'altro. Negli anni ’20 Fortuny applicò le sue idee alla progettazione di una serie di lampade che coniugavano forme con riferimenti a stilemi liberty e del Deuscher Werkbund, sorprendentemente funzionali, frutto della conoscenza del décor “preraffaellita” e del gusto viennese d’inizio novecento.
Con la loro linea essenziale e la solidità della costruzione in metallo, ancora oggi queste lampade rappresentano quanto di meglio sia stato pensato per l'uso della luce diffusa e indiretta, risultando adatte per l'illuminazione specifica di vari tipi di camera, opere d'arte e architetture.
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