Guerrino Tramonti

Guerrino Tramonti, pittore, scultore e ceramista, nasce a Faenza il 30 giugno 1915, dove frequenta la Regia Scuola di Ceramica, impara a conoscere i colori dal maestro faentino Anselmo Bucci e segue gli insegnamenti dello scultore Domenico Rambelli, importante punto di riferimento per il suo futuro artistico.

 

 

Figura 1: Guerrino Tramonti

Dopo gli studi scolastici, Tramonti, conduce la sua ricerca fuori dagli schemi accademici, in sintonia con la propria personalità indipendente, cimentandosi anche nella scultura e nella pittura. Si confronta con artisti quali Arturo Martini, Felice Carena, Bruno Saetti e in particolare con Filippo De Pisis, frequentato nel suo soggiorno veneziano dal 1944 al 1947, la cui influenza è visibile nei suoi dipinti del primo dopoguerra (primo periodo), nei paesaggi come nelle nature morte, di vaga impronta meta-fisica. Il pieno sviluppo del linguaggio stilistico dell’artista faentino avviene durante il decennio successivo, stimolato dalle frequentazioni romane, nel cui ambiente fu introdotto dall’amico Franco Gentilini, e riconducibile all'ambito prettamente ceramico.

Negli anni ‘50, la produzione di Tramonti raggiunse una personale autonomia espressiva, mai priva di una pungente ironia e sempre basata sulla sperimentazione materica. Nei suoi dipinti non è raro ritrovare gli stessi richiami coloristici e materici delle sue ceramiche più note, con i soggetti donne, gatti, frutti, pesci, vasi, sfere e forme geometriche dalle linee morbide e rotonde. La tecnica adottata da Tramonti anticipò di un decennio quella che sarebbe diventata una cifra stilistica di particolare raffinatezza.

Il primo periodo artistico di Guerrino Tramonti è quello delle opere a tutto tondo, risalente agli anni ’30 e ‘40, sotto l'influenza di Arturo Martini e del clima novecentesco della ripresa archeologizzante, soprattutto d'impronta etrusca, come il bronzo Cantilena (1940-44) e alcune sculture in terracotta smaltata e dipinta d’influenza martiniana, realizzate tra il 1939 e 1940.

Nel periodo successivo, risalente al secondo dopoguerra, l’attenzione si sposta sui rivestimenti a lustro e sulla creazione di maioliche a grossi spessori di smalti, con decorazioni e forme di gusto "primitivo", sull’esempio del maestro Guido Gambone, da lui considerato il migliore ceramista del dopoguerra.

La terza fase è legata alla sperimentazione avviata alla Scuola d’Arte Francesco Antonio Grue di Castelli, all’inizio degli anni ‘50, con una nuova figurazione sulla linea dalle iconografie del Neocubismo, Astrattismo, Post-Metafisico e Primitivismo, adottata per delineare immagini nitide e poetiche. Nel 1953 Tramonti inventa, proprio a Castelli, tra i laboratori della scuola e quelli dell'industria ceramica Spica di Potito Randi, la tecnica dell'invetriatura a grosso spessore che ne contraddistingue i lavori più originali e con la quale si aggiudicò il Premio Faenza nel 1955 (ex-aequo con Carlo Negri), vinto precedentemente nel 1952, con opere realizzate insieme ad Antonio Scordia.

Numerosi sono stati i riconoscimenti e i concorsi vinti da Tramonti, nel 1931, all’età sedici anni, con il premio “Rimini”, seguito nel 1932 e nel 1934 dal 1° premio al Concorso “Rubicone” della città di Rimini. Poco più che ventenne, nel 1938, vince il 1° Concorso Nazionale delle Ceramiche indetto dalla città di Faenza. In tale manifestazione venne apprezzata “la sintetica schiettezza di certe figure”, un gruppo di opere in terracotta e smalti policromi, realizzate ad Albisola nella “Casa d’Arte Agnino & Barile”, dove Tramonti si era trasferito per operare come modellatore.

 

Figura 2: Volti affrontati - 1953-1955

Nel 1956 l’editore romano De Luca pubblica una sua monografia, con presentazione di Leonardo Sinisgalli, nella collana “Artisti d’oggi”. Nel 1953 è nominato direttore della Scuola d’Arte per la Ceramica di Castelli d’Abruzzo; poi, nel 1958, della Scuola d’Arte di Cagli; ancora, nel 1959, dell’Istituto Statale d’Arte di Forlì fino alla fine degli anni Sessanta, per assumere infine, senza peraltro esercitarla, la direzione dell’Istituto d’Arte per la Ceramica di Nove di Bassano con cui termina, nei primi anni Settanta, la sua carriera scolastica. Nella propria città, Tramonti, tenne attiva una fornace dal 1948 al 1968, affiancando l’attività artistica all’insegnamento.

 

Figura 3: Gatto con mano – Olio su tela 1985

Dagli anni settanta, ritenendo di non potere andare oltre a quello che aveva raggiunto, abbandonò la ceramica per dedicarsi alla pittura (seconda fase), elaborando uno stile personalissimo, fra surrealismo e post-cubismo. La pittura gli consentiva di creare in piena tranquillità, con gran pace della sua famiglia, senza doversi scontrare con quei politici e critici, miopi e provinciali, che lo avevano ingiustamente ignorato e avversato. Soltanto dopo circa vent’anni tornò a cimentarsi con la ceramica, rivisitando alcune tappe fondamentali del suo percorso espressivo.

Tramonti si è spento a Faenza il 17 ottobre 1992; oggi le sue opere sono esposte e custodite in tutto il mondo, da New York a Oslo, Londra, Parigi, sino in Giappone. Nel 2010 è stata inaugurata “La Fondazione Guerrino Tramonti”, con lo scopo di valorizzare il “contenitore” che l’artista volle nella sua casa-museo nel 1987, in cui sono presenti 390 opere.

 

Figura 4: Una delle 7 sale della casa-museo di Tramonti

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