Tito Agnoli

Designer tra i più noti e protagonista della stagione d'oro del design italiano tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, Tito Agnoli nacque a Lima (Perù) nel 1931, successivamente si trasferì a Milano, dove si laureò in architettura. Si è occupato prevalentemente di disegno industriale ed è stato assistente volontario di Giovanni Ponti e di De Carlo alla Facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta ha insegnato Disegno Professionale presso l'Istituto d'Arte "Cesare Correnti" di Lissone, contribuendo a formare un'intera generazione di affermati designer.  

Di famiglia cadorina emigrata in Perù, è venuto in Italia negli anni dell'immediato dopoguerra. Pittore (ha studiato con Sironi) e appassionato praticante di pallacanestro (giocava in II divisione), ha cominciato ben presto a lavorare durante gli anni d'università, curando allestimenti per stand e trovando occupazione presso l'ufficio tecnico di una ditta produttrice di apparecchi d'illuminazione.

Agli inizi degli anni cinquanta ha intrapreso un’intensa attività professionale nel campo del design, progettando, tra gli altri, per Arflex (divano 9000), Cinova, Lema, Matteo Grassi (la poltroncina Korium), Molteni, Montina, Oluce (le lampade 255/387 e Drop), Pierantonio Bonacina (le sedute Lima, Punto e Virgola, Sorbet, la chaise longue di Midollino P.3S), Poltrona Frau (il divano I Rondò, i letti Autora 1 e 2, la poltroncina Forum), Schiffini, Ycami, Zanotta (la poltroncina 868 Cubica) .

Agnoli ha progettato ed elaborato i suoi pezzi direttamente presso le ditte per cui lavorava, in diretto contatto con tecnici ed esecutori. Si è distinto per la cura dei dettagli nella ricerca tecnica: si interessa professionalmente dei processi lavorativi, dei nuovi materiali, delle tecniche costruttive, in cui acquisì una grande esperienza. Ideologicamente si rifaceva alla lezione dei maestri della Bauhaus, che hanno avuto molta influenza nella sua formazione.  

Tito Agnoli ha avuto due segnalazioni al Compasso d'Oro e una medaglia d'oro al Neocon di Chicago, nel 1986.  

Più volte segnalato al Compasso d'Oro, nel 1986 vince la medaglia d'oro al Neocon di Chicago. Scompare a Milano nel febbraio del 2012.

Alcuni suoi pezzi sono conservati nella collezione permanente del MoMa di New York.

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