55 edizione del Salone del Mobile di Milano dal 12 al 17 aprile

Nell’era della globalizzazione e della digitalizzazione, l’immagine di ogni marchiosi sottopone a una continua revisione per seguire i rapidi cambiamenti di istanze, gusti e scelte del consumatore. Protesi tra tradizione e proiezione verso il futuro, spinti a sottolineare il passato, o la tecnologia del domani, l’innovazione permanente.
Ma come diceva Einstein “non penso mai al futuro; arriva sempre così presto", la linea di separazione tra passato e futuro è fluttuante e l’oggi sembra solo un attimo di passaggio.

Ecco che il Salone del Mobile.Milano, riconosciuto come punto di riferimento del design e del sistema dell’abitare internazionale, si è trasformato nel tempo da fiera a “momento must” e grazie al suo linguaggio artistico che ha percorso la sua storia con una sintesi visiva e verbale ha saputo affascinare il suo pubblico con un’area di iconicità.

C’è sempre stato un rapporto profondo tra arte e pubblicità, da quando i primi cartelloni di fine Ottocento prendevano gli artisti del tempo, da Toulouse Lautrec in poi. Da quando i Campari commissionavano a Depero nuove bottiglie. Da quando la Pop Art si è presa la rivincita con Andy Wharol e l’iperrealismo degli anni Ottanta celebrava le immagini fotografiche e il Postmoderno rubava omaggiando il Futurismo.

Un’immagine di una nuova campagna olistica deve invitare e celebrare. Essere tattica e strategica assieme, stimolare la partecipazione e mostrare la storicità dell’evento. Cosa c’è di meglio di uno sguardo e di una 55a edizione? Un occhio e un numero: la semantica non sbaglia mai. Un occhio è una sostituzione del prodotto, o meglio delle migliaia di prodotti che saranno esposti. Un occhio è il controcampo dell’oggetto visto, ma è anche un simbolo che ci suggerisce una visione. Ma è, infine, il primo simbolo usato dal Salone nel 1960. È la sua origine, la sua nascita, i primi anni dei primi successi.

È questa l’idea creativa che Lorenzo Marini (Agenzia Lorenzo Marini Group) ha realizzato per il Salone del Mobile.Milano: un messaggio che riparte dalle prestigiose origini grafiche che viene riattualizzata dall’esperienza su più fronti e dalla competenza grafica di Lorenzo Marini, elementi che nel tempo lo hanno caratterizzato sia come pubblicitario che come artista.

Il 55 è un avvenimento, non solo un numero. Foneticamente è musicale, memorabile, ripetitivo. Ma semanticamente celebra senza pesantezza, afferma un punto d’arrivo, conferisce spessore a tutta la kermesse. Dice che Il salone del Mobile viene da decenni di successi.

Ecco dunque la nuova immagine della campagna: l’omaggio culturale a un citazionismo artistico che parla di design anni ’60 per celebrare le origini, ma anche di un rigore e di una leadership assoluta, espressa attraverso il colore nero, fondale assoluto su cui possono brillare i colori primari di numeri e occhio, di date e di promesse. Il livello verbale diventa ancora più assertivo. “O ci sei, o ci devi essere” vuol dire che certe occasioni creano due livelli dove l’uno esclude l’altro, o sei dentro o sei fuori. Diventa partecipazione mentale e spirituale, ombelico energetico di un evento che è molto più grande della sua superficie fisica.

 

Sito di riferimento: http://www.salonemilano.it/

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